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LUOGHI - GHETTO



I PAPI E GLI EBREI



Roesler Franz - Il Ghetto





     I papi del Medioevo, si sa, furono un tantino bizzarri e tale fu anche il loro atteggiamento nei confronti degli ebrei.
Ogni tanto qualcuno di loro, papa o antipapa che fosse, decideva che tutti dovevano essere cristiani e che, con le buone o con le cattive, anche gli ebrei dovessero convertirsi.



Ghetto - Foto d'epoca - Portico d'Ottavia



     L'atteggiamento dei papi poteva essere condizionato da fattori diversi: l'imminenza di una guerra li rendeva benevoli così come l'offerta di una cospicua somma donata sotto forma di balzello; fu comunque un atteggiamento altalenante, ora equo, ora indifferente, ora arcigno, ora benevolo, questo a prescindere dall'indole cristiana del papa regnante. Vi furono infatti papi timorati di Dio che trattarono gli ebrei da cani e papi corrotti che li trattarono umanamente.



Ghetto - Foto d'epoca - Piazza Giudea



     Vi furono papi tolleranti e addirittura ammiratori della scienza e della dottrina ebraica tanto da assumere giudei come funzionari o come archiatri (medici) pontifici (Nicolò IV, Benedetto IX, Alessandro VI, Giulio II, Clemente VII ecc...)
Tolleranti o no, tutti, chi più chi meno, attinsero però copiosamente alle finanze degli ebrei con tasse, balzelli e gabelle, vere e proprie estorsioni con cui gli ebrei si compravano qualche concessione o un periodo di tregua.
Col nascere dell'Inquisizione, la vita degli ebrei romani cambiò radicalmente; nel 1215 il Concilio Laterano I aveva imposto che tutti gli ebrei portassero come segno distintivo un cerchio di panno giallo per gli uomini, due striscie blu per le donne.
L'applicazione di questa norma fu rinviata per qualche tempo, fino al 1360 quando Innocenzo III la rese obbligatoria.
Papa Clemente IV, nel 1267, con la bolla Turbato corde impose tasse esorbitanti, mentre Giovanni XXII nel 1320 decretò la distruzione di tutte le copie del Talmud esistenti.



Ghetto - Foto d'epoca - Via Rua



     Tra alti e bassi si arriva al 1798, quando i francesi di Napoleone mettono piede a Roma. Gli ebrei esultano, sono finalmente cittadini liberi, uguali tra gli uguali. Finalmente hanno diritto anche ad un cognome, cosa loro negata fino a quel momento; e ci fu la corsa a cercarsi un cognome.
Ma presto, così come i cristiani, anche gli ebrei si accorsero che la libertà non si regala a nessuno e che i nuovi dominatori erano ancor più voraci e predoni dei vecchi e si comportavano con una'arroganza e una prepotenza che "manda in puzza" il romano, ebreo o cristiano che sia.
Il popolo rivuole il papa e il papa torna.
Pio VII, ancor prima di tornare a Roma, decreta che gli ebrei siano rimessi in gabbia dentro il ghetto.
Dovranno aspettare fino al 1870, quando lo Stato Italiano cancellerà per sempre questa vergogna durata più di tre secoli.




























 


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