Fu Paolo IV Carafa, con la bolla Cum nimis absurdum del 1555 a sancire la segregazione degli ebrei romani nel ghetto.
A questa, seguirono le bolle di Pio V Ghisleri Romanus pontifex del 1566, Cum nos super del 1567, ed Hebraeorum gens del 1569 che restrinsero ancora di più le autonomie degli ebrei romani.
Pianta del Ghetto con le porte di ingresso

Il Ghetto si estendeva tra il portico di Ottavia e il Tevere da una parte, e tra la chiesa di San Tommaso ai Cenci e quella di San Gregorio dall'altra.
Uno spazio molto ridotto per le migliaia di ebrei che abitavano Roma e che vi furono ammassati e costretti a convivere in spazi ridottissimi e in condizioni sanitarie pessime, con obblighi finanziari molto pesanti e divieti di ogni tipo che ne strangolavano l'economia.