Costruzione della massima importanza storica e artistica, l'Aracoeli, come la chiamano i romani, fu al centro degli eventi politici della città. Infatti nel Medio Evo vi si radunavano i Senatori per discutere della cosa pubblica; Cola di Rienzo da qui parlò al popolo, Carlo d'Angiò vi tenne parlamento con i Romani, i guelfi da qui resistettero ad Arrigo VII, Marcantonio Colonna vi ebbe il suo trionfo dopo la battaglia di Lepanto.
Sorge sul punto più alto del Campidoglio dove era l'Arce e dove, secondo la tradizione, la Sibilla avrebbe preannunciato ad Augusto l'arrivo del figlio di Dio: Ecce ara primogeniti Dei da cui il nome Ara coeli (altare del cielo).
Già nel 574 era considerata antica e vi officiavano i monaci greci; nel IX sec. passò ai Benedettini.
Per accedervi bisogna salire 122 gradini o passarvi dal Campidoglio, da un ingresso laterale.
Esterno
La facciata duecentesca è un esempio di stile romanico-gotico in cotto a coronamento orizzontale con due spioventi ai lati; ha tre portali: quello mediano è sormontato da uno pseudo protiro ad arco tondo; quelli laterali, da lunette ad arco acuto con rilievi degli evangelisti
I portali sono sormontati da tre finestre: due laterali rotonde a traforo e quella centrale sormontata da una quarta finestra più piccola.
La scalinata fu costruita nel 1348, per voto del popolo salvato da una pestilenza (foto 1). Cola di Rienzo fu il primo a salirla.
C.W. Eckesberg
La scalinata davanti a S. Maria in Aracoeli
Interno
Basilica a tre navate divise da 22 colonne antiche di provenienza diversa (foto 2).
Il pavimento cosmatesco è cosparso di lastre sepolcrali.
Il soffitto, con simboli navali commenta la vittoria di Lepanto (1571) e fu realizzato sotto Gregorio XIII Boncompagni il cui stemma con dragone è visibile all'estremità dell'altare.
Nella controfacciata in alto grande rotulo marmoreo con iscrizione di Urbano VIII (1634) sostenuto da due Virtù di scuola del Bernini.