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FOLKLORE - USANZE



LA RAPPRESENTAZIONE DEI MORTI



Roesler Franz - Case Medioevali a S. Cecilia





     Era usanza che le molte confraternite presenti a Roma (i "Fratelloni", come erano chiamati) organizzassero le rappresentazioni sceniche della morte per indurre i fedeli alla penitenza.
Allo scopo venivano addobbate le chiese con orpelli che dovevano evocare, appunto, la morte e le pene del purgatorio.
Si racconta che al Santo Spirito una volta se ne organizzò una con morti veri e che ebbe un clamoroso successo di popolo. Naturalmente veniva fatta la questua "per le anime dei defunti" e si pregava indefessamente per la salvezza delle anime purganti. A questo proposito un sonetto del Belli:

.... Oggi se dà comincio a l'ottavario
de li poveri morti: e a dditte puro
che ttra predica, moccoli e rosario,
se vota er purgatorio de sicuro.

Se sa, a le donne, llì mmezzo a lo scuro
qualche pizzico ar culo è necessario.
Qualche maneggio tra la porta e 'r muro
serve a li vivi pe' 'n tantin de svario.



























 


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