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FOLKLORE - FESTE



FESTA DEI MOCCOLETTI



W. Marstrand

La festa dei moccoletti lungo il Corso





     La festa del Martedì grasso era concentrata sui "moccoletti". Si accendevano i lumi dovunque, sui balconi, sui palazzi, e si portavano in mano, sfilando sempre lungo il Corso.
H.C. Andersen si trovò due volte a Roma durante il carnevale e lo descrisse in un capitolo del suo romanzo intitolato "L'improvvisatore", pubblicato nel 1835.
Nel suo diario, l'11 febbraio 1834, scrive:

"Il Corso era avvolto in un nembo di polvere.
C'era un rumore assordante che raggiunse il culmine dopo la corsa dei cavalli, quando iniziarono i Moccoli.
Ognuno prese il suo moccolo e alcuni ne avevano un mazzo intero e c'era una vera gara per smorzarli. Si vedevano luci in tutti i palazzi dal pianterreno fino all'ultimo piano, in tutte le carrozze; era un'illuminazione impareggiabile, mi trovavo come in una via Lattea di lumi.
Le mie candele si smorzavano nonostante le avessi legate in cima al mio bastone



A. Pinelli - Festa dei moccoletti



     Uno dei divertimenti infatti, consisteva nello spegnere il moccolo del vicino mantenendo acceso il proprio, pronunciando la frase: "morammazzato chi non regge er moccolo!"
Il carnevale si spegneva con lo spegnersi dell'ultimo moccolo e con l'ultima cena di grasso prima della quaresima che iniziava il giorno successivo.



























 


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