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CURIOSITÁ - DEPAPIBUS





SI CASTRI MEGLIO!

     Clemente XIV permise la presenza di donne nei teatri (vedi Papato-Storie_Il papa degli eunuchi) e allora non ci fu più la necessità di servirsi di castrati per le parti femminili durante il 1800, ma essi scomparvero dal Coro della Cappella Sistina solo nel 1903 per un decreto di Pio X.
Sui castrati si racconta anche questa storiella, pare, autentica.

Un giorno un musico della Sistina fece istanza al papa Innocenzo XI per ottenere il permesso di ammogliarsi, esponendo di non essere che … un soprano imperfetto.
Questa fu la risposta del papa: "Ebbene, lo si castri meglio!"






TROPPO BELLO...

      Palazzo Doria (già Pamphilj, e prima Aldobrandini, e prima Della Rovere) fu fondato nel 1489 dal cardinale Fazio Santorio su un edificio preesistente da lui ampliato e abbellito con una magnificenza che la fama corse per Roma, tanto che il papa in persona volle visitarlo.
Giulio II della Rovere ammirò, lodò, poi disse che un palazzo del genere era più adatto ad un duca che ad un cardinale e tanto disse e tanto fece che lo costrinse a regalare l'edificio al proprio nipote Francesco Maria della Rovere duca di Urbino.
Il cardinale Sartorio morì, pare di crepacuore, appena un anno dopo.






SANCTA HUMANITAS

     Innocenzo III (1198-1216), giurista e uomo di raffinata cultura, è l'autore di un'opera, il De Contemtu mundi nella quale, tra l'altro si legge:

" L'uomo è concepito di sangue guasto e la sola compagnia del suo cadavere sono i vermi nella tomba. Vivo, ha generato pidocchi; morto, genererà vermi e tafani. Vivo, produce sterco e vomito; morto, fetore e putredine. Vivo, ingrassa solo se stesso; morto, ingrasserà vermi a migliaia.
Che giovano ora le ricchezze, i banchetti, i piaceri? O madre mia, perché hai generato questo figlio di amarezza e di dolore? O vile indegnità della condizione umana!
Osserva le erbe e gli alberi: producono fiori e frutti e tu produci pidocchi. Offrono olio, vino e balsamo; tu invece solo sputo, sterco e orina. Essi esalano una fragranza di profumi,tu diffondi il fetore della corruzione"






L'UVA DEL PAPA

      Si racconta che Leone XIII avesse una sua vigna personale nei giardini vaticani, vigna tenuta con la massima cura che dava un'uva buonissima della quale il papa, oltre ad essere molto goloso, era anche gelosissimo.
Un giorno trovò due cardinali a rimpinzarsi della sua uva e lui, che era normalmente uomo mite, come ci racconta il cronista Giovanni Mosca, " Li redarguì con tanta violenza e spregiudicatezza di linguaggio che per il buon nome della Chiesa quelle parole sono rimaste un segreto."






UN PAPA VENDICATIVO

      Gregorio VIII (1187) durante il suo viaggio da Ferrara a Pisa sostò a Lucca dove fece aprire la tomba dell'antipapa Vittore IV per farne gettare le ossa fuori dalla chiesa.






LA VIGNA DI GIULIO

     Giulio III Cecchi dal Monte, uomo tranquillo e benevolo, si fece costruire una villa "fuori porta" dove trascorrere le giornate di calura estiva. Ci si faceva portare in barca da Castel Sant'Angelo sbarcando ad un approdo sulla via Flaminia. Amante della caccia e del gioco, era accusato dai romani di trascurare gli affari di stato per dedicarsi ai suoi svaghi. In compenso cercava di farsi amare dal popolo offrendo grandi feste e facendoli divertire.
Ancora oggi, presso i vecchi romani, c'è il detto : andare "a la vigna de papa Giulio" per significare un posto dove si mangia e si beve gratis da cui il detto: "A la vigna de papa Giulio tutti l'uccelli ce fanno er nido".
Infatti Giulio III, che possedeva una vasta vigna con frutteto, aveva aperto le porte al popolino che poteva liberamente entrare e raccogliere quello che voleva.
Morto il papa, gli eredi interruppero per un certo periodo questa usanza ma di fronte alle proteste del popolo e dei Conservatori (governanti) di Roma, decisero di ripristinarla.
Oggi la villa è adibita a Museo della Civiltà etrusca e può essere visitata da chiunque. Ma la vigna non c'è più.








 


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